Nuova puntata dedicata ai golosi irriducibili – della serie: colazione, snack, pranzo, spuntino, aperitivo, cena in pole position, con una spiccata inclinazione per la quantità. Vitto esagerato, condito a più non posso, e spesso… di dubbio gusto!

Il ghiottone, tavola lignea, Museo Carnavalet, Parigi (docman/Ard Hesselink, flickr.com)
Smania per viveri e rimasugli d’ogni genere. È il visage del goloso conclamato, senza speranza di redenzione. La sua è acquolina senza freni per tutto ciò che è a portata di forchetta, una fame scatenata dall’alba al crepuscolo, un entusiasmo per risotti, pastasciutte, cosce di pollo, polpettine e involtini, e ancora… salse, creme, panini, tramezzini, spuntini, ciambelle e budini. Un’autostrada di fragranze, rallentata solo in qualche caso da un blocco del traffico, da un imbarazzo gastrico: insomma, il mondo dei golosi impenitenti.
Non si tratta di una rappresentazione grottesca, ma tratti di vita vissuta sul bordo del… piatto. Scelta o condanna – chi può dirlo? Dopo una sequenza di leccornie un ultimo, irrinunciabile assaggio, fino all’inevitabile senso di pienezza. Tanto, domani sarà un altro giorno, con nuove leccornie, porzioni abbondanti e via discorrendo.
È possibile definire tutto questo una dipendenza, più o meno spiacevole? Solo un esperto potrebbe farlo, valutando ogni singolo gourmande e nella sede opportuna. Quanto abbiamo scritto è solo una serie di considerazioni, benevole e un po’ divertite. Nondimeno, si potrebbe asserire che assomiglia ad uno stato febbrile – curabile a suon di maccheroni spadellati…?
Del resto, nessuno ammetterà d’essere succube della gola, ritenendosi al più un semplice ghiottone. Una sorta di hobby – come può esserlo rincorrere un’utopia irrealizzabile, collezionare francobolli o tappi di bottiglia.
Sembra impossibile ammansire questa fame senza fine. Avanti con un altro boccone, coraggio, prima che qualcuno abbia lo stesso contagioso desiderio…

Golosità d’autore a Identità Golose (foto Bruno Cordioli)
Fusilli ghiotti (ma non troppo)
Per due golosi: 200 g di fusilli, tonno sott’olio di qualità, uno spicchio d’aglio, olio d’oliva extravergine, qualche cucchiaio di panna da cucina (o di bechamel), un peperone rosso, pasta di acciughe, Worcester Sauce, noce moscata grattugiata, sale, pepe e prezzemolo trito.
In una padella larga imbiondire l’aglio schiacciato. Pulire il peperone e tagliarlo in julienne sottile. Unirlo al fondo d’aglio, e consumare con l’aiuto di un po’di acqua. Aggiungere il tonno a pezzi e la pasta di acciughe. Insaporire per qualche minuto a fuoco basso, quindi incorporare la panna, il prezzemolo tritato, poche gocce di Worcester Sauce, una grattugiata di noce moscata, il sale e il pepe. Nel frattempo lessare i fusilli al dente, scolarli e amalgamarli alla sauce. Spadellare con vigore e servire caldi nappati con prezzemolo trito.
Abbinare con un Bianco di Custoza servito fresco.
Stefano Buso
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Io penso che si tratti di una dipendenza bella e buona,di una sorta di disfunzione.Tale voracità ha sicuramente anche una ragione psichica.Questo disagio porta alla smania di divorare tutto quanto è alla portata ma,per quest’individuo, il non farlo ne crea un altro ben peggiore; però da noi questo può anche dare la soddisfazione di pappare cose buone.
Pensiamo, per esempio,invece cosa può accadere a questa “piovra” in un paese anglosassone,e quali immani porcherie egli sia costretto ad ingurgitare….
Difetto di gola per difetto,….molto meglio esserne afflitti sul suolo italico,o no!? Un abbraccio Dr.Otremam
Senza dubbio siamo favoriti nella qualità – ma guarda che non è del tutto vero che dagli anglosassoni si mangi male, anzi – anche al di fuori dell’alta cucina si trovano cose buone, mangiabili, alcune molto buone… a parte i vari esempi di junk food ecc
Talvolta credo sia una “forma mentis”. Sin da piccoli il palato viene allenato alla qualità, al poco ma buono…ai gusti sottili. Insomma – uno stile di vita.
Siamo esseri umani alla ricerca del piacere per istinto, a volte il cibo è il piacere più immediato e facile. Perchè non approfittarne? Anche la ricerca di ingredienti di qualità è un piacere…. pensa alla soddisfazione che provi quando trovi qualcosa di veramente saporito e autentico e lo puoi condividere; pensa alla delusione che provi quando un ingrediente è amorfo, insipido, senza peculiarità.
Vero Paola, però anche se un piatto è saporito e molto buono la giusta misura non guasta:-)