E il risotto? Me lo pappo io!
Rifiutare recisamente un risotto anche se la carte propone altre allettanti opportunità? Ma scherziamo? Con qualsiasi ingrediente – resta sempre un bocconcino assolutamente fidato. Impossibile dire no – quando ti viene proposto, naturalmente…!
Ad esempio, il sottoscritto è spesso costretto a sfamarsi da solo, quasi in isolamento – e sentirsi negare un piatto di riso scoccia, eccome. Per la verità, sempre più i locali offrono porzioni mono-riso. In pratica, hanno abdicato ai diktat del “solo per due” in favore di una maggiore elasticità culinaria.
A voler essere pignoli, qualche resistenza qua e la c’è ancora. Francamente non credo si tratti di perfidia. È indubbiamente vero che allestire una pietanza di riso a regola d’arte è una mission piuttosto impegnativa – con riti (a volte veri e propri esorcismi) culinari intoccabili: preparare il soffritto, tostare il bianco cereale, mescolarlo sino alla fine, aggiungere il brodo bollente, mantecarlo con vigore… In parole povere, dedicarsi anima e corpo ad un risotto solo per un avventore è alquanto impegnativo. Missione in ogni modo fattibile, sia chiaro.
Anche di fronte a una sola ordinazione sarebbe auspicabile assecondare il desiderio del cliente che decide per il riso espresso – giustappunto, “espresso”, non precotto.
Un’altra considerazione è relativa alla presenza del riso nel menu. Imbattersi in potage di riso, timballi, risotti all’onda, al salto, sembra ormai un prodigio. Ritengo che sarebbe opportuno proporlo come sostituto ai soliti primi piatti, restituendo così il buonumore a chi apprezza il riso in tutte le sue declinazioni. Insomma, una pacifica tenzone della buona tavola – perché il riso ci intriga, anche se siamo in momentanea solitudine.
E se proprio il risotto è esclusivamente solo per due? In casi estremi, le istruzioni sono ovvie: mangiarne una doppia porzione!
Risotto e… risposte
Tostare il riso: sì o no? Certo che sì – la tostatura, piaccia o no, è una prassi importante. Dopo che il fondo (soffritto) si è rosolato e prima di coprire il riso di brodo (vegetale o di carne) bollente, o di sfumarlo con del buon vino, è fondamentale tostarlo a fiamma allegra. La tostatura serve per chiudere i pori del riso: in questo modo, tiene meglio la cottura e rimane al dente… altrimenti, avremmo del riso “bollito”…
Mescolare il risotto continuamente? Guai a non mescolare il risotto con un mestolo di legno. Si amalgama così l’amido alla preparazione che diversamente andrebbe sul fondo della casseruola facendo attaccare il riso.
Quale consistenza deve avere il risotto? Va da sé che dipende dagli ingredienti ma all’onda – cremoso e morbido – è sempre cosa buona e giusta. Troppo compatto o altresì liquido non sarebbe più risotto ma qualcosa d’altro…
Stefano Buso

dei tre fondamentali, quella sulla mescolatura continua del riso è la più contrastata. io ho notato che non è così per tutti ne per tutti i tipi di riso. ad esempio un buon vialone nano necessita di meno mescolature di un carnaroli. on voglio entrare in nozioni tecniche di cui sono digiuna, ma mi sono accorta che spesso mi riescono meglio risotti non mescolati che quelli seguito istante dopo istante…. mah, sarà fortuna?
buona domenica stefano!
Ciao Barbara. In realtà c’era anche un quarto punto (?) che ho saltato intenzionalmente e relativo alla qualità del riso. Non volevo suscitare “risse” domenicali
. Con un sorriso (di simpatia) voto per una costante mescolatura – tuttavia – sono aperto ad altri suggerimenti, ci mancherebbe.
Non fa una piega il ragionamento
! Ho voglia di riso ma la porzione è minimo per 2 quindi ne mangio il doppio.
Parlando di rimescolamenti invece, io ero per quello continuo. Poi l’insegnante di un corso di cucina ci ha spiegato che va rimescolato solo quando aggiungiamo i liquidi. A questo punto però credo abbia ragione Babs, dipenderà da tipo di riso
Però.. però ci sono ricette che richiedono di versare tutto il brodo, e lasciar lì a cuocere… a me mi viene l’angoscia…
certo il dictat x 2 non è simpatico,ma x 1 sola porzione si rischia ilpressapochismoe fare un risotto è un’arte
Sì! Arte che qualcuno cerca di minimizzare ostentando mille (M) motivazioni – della serie – non serve il fondo, la tostatura è prassi d’antan, brodo freddo… Ancora un po’ e per fare il risotto ci diranno che non serve il riso
Ti ricordi Stefano il risotto di pesce mangiato a Muggia? Ne hai
mangiate almeno cinque di porzioni non due ahahhahahahh
Sonia
ammazzatte’ Stefano 5 porzioni di risotto?????
))
avevi proprio fame….
Per me il risotto deve essere all’onda e basta.
Stasera vado ad una cena e nel menù c’è il risotto.
la prima volta che sono andata dalla Fulvia (non dico il nome del ristorante per non far pubblicità), ho provato il risotto e ho capito che quello che avevo mangiato fino ad allora non era risotto….
Mio marito è riuscito a chiedere il primo bis e poi un terzo piatto dopo il dolce!!! (Fulvia lo aveva volutamente sfidato: aveva preparato un risotto per un altro tavolo e lo ha proposto anche a noi).
Questo per dire che sposo la causa di Stefano e qui, da noi, siamo per il bis, il ter, il quater ecc. se il risotto vale il gioco.
Tristemente, però, vedo in giro cose oscene spacciate per risotti.
E questo mi rammarica alquanto…
Ma figurati, cinque porzioni – quando mai
)
)
Nel risotto appena servito dovresti poter scivolare con una tavola da surf
Cinzia: perché non fare pubblicità a un posto, soprattutto se è buono? Io qualche giorno fa ho commentato (negativamente) qui un locale che ha accettato la mia prenotazione e che quando ci sono andato era completamente e totalmente chiuso… Parliamo, sia dei locali buoni che di quelli cattivi…
e soprattutto dei buoni risotti…
Ok Emanuele ^_^
hai ragione anche tu
Fulvia è la cuoca e proprietaria dell’Oca Ciuca a Vigevano.
Una bella cucina, senza fronzoli, schietta, ma ben studiata.
Cinzia terrò presente il locale. Abbiamo tutti desiderio di piatti schietti e soprattutto saporiti
propendo per la mescolatura del risotto sempre e comunque, se di risotto si tratta. i risi non mescolati sono solitamente quelli orientali cotti per induzione di calore, ma è un’altra storia. e concordo con il fare pubblicità ai locali che se la meritano: l’Oca Ciuca è un ottimo posto, e Fulvia è una cuoca di tutto rispetto.
cuccchiaio di legno e via, allora… del resto, se non solo lì a partecipare fisicamente, mi sembra quasi di non cucinare…
- Laura mescolatura sia allora…
Partecipare in cucina è fondamentale. Spesso lo facciamo solo con la bocca:-)