Considerazioni al dente di Stefano Buso

27 December 2009 - Commenti (8) »

Ad ognuno la sua… fetta!

Bussa alle porte il nuovo anno. Tanto per cambiare, sarà festeggiato con due fette di cotechino spalmate su un sentiero di lenticchie. Secondo la tradizione, proprio questi legumi dispensano prosperità e fortuna. Ma, realmente: è questo il motivo dell’abbuffata, o è semplice ghiottoneria?

Non è che ti accorgi che ci sono credenze popolari e consuetudini tradizionali che ti condizionano l’esistenza solo la sera 31 dicembre, ovvio! Ma se c’è qualche distratto in circolazione, durante il cenone di San Silvestro avrà occasione di registrare le valvole della memoria – e assieme ai gatti neri che ti attraversano la strada, alle scale sotto cui non passare, al sale rovesciato da esorcizzare gettandone un po’ alle spalle, ritroverà anche le lenticchie portasoldi e fortuna.

Già, perché sono moltissimi quelli che desiderano accalappiare fortuna e successo con una porzione di cotechino circondata da abbondanti lenticchie…

Il bruno legume è considerato da anni vessillo di prosperità. Maliziosamente, viene da chiedersi se l’abbinata cotechino-lenticchie viene degustata più per sincero capriccio di gola che per vera e propria scaramanzia. Il piatto viene offerto dopo il brindisi, spesso a cenone concluso, ed è quindi scontato che dopo una copiosa abbuffata in pochi conservino ancora un po’ di appetito.

Comunque, visto che la pietanza è espressamente propiziatoria, perché sottrarsi al ghiotto supplizio? L’apprezzamento della vivanda scaramantica è alle stelle: c’è chi addirittura protesta per la porzione mingherlina. Ma è comprensibile! Un paio fette di cotechino di taglio generoso troneggianti su un talamo di lenticchie sono una tentazione irresistibile. E non importa se il menu di capodanno è infinito, esagerato, zeppo di portate da sfiancare mandibole e quant’altro per tutto il resto della settimana… Che saranno mai due rondelle di musetto contornate di lenticchie? Suvvia, un posticino nello stomaco si trova sempre…

In pratica – fortuna o iattura – si tratta di un’altra bontà fatta apposta per tentare la gola. Ancor meglio quando accompagnata da una Bonarda frizzante che esalta in modo splendido il roseo boccone circondate da lenti scure. Perciò animo – folla di gourmet e gourmand – tra stelle filanti, coriandoli, petardi e briose bollicine trovate il tempo per degustare cotechino e lenticchie, abbracciando così la buona sorte o semplicemente assecondando il vostro gusto…

Due parole di istruzioni – perché no?

Musetto: è il nome del cotechino nel Veneto.

Cottura del cotechino: dipende dalla grandezza dell’insaccato; anche tre ore, dopo aver bucherellato il budello con uno stuzzicadenti o una forchetta.

Taglio del cotechino: a caldo, va da sé. Dopo averlo adagiato su un tagliere o un piatto di portata, togliere il budello. Quindi tagliarlo a fette tonde, regolari, di spessore medio, e servire all’istante. Accompagnare con lenticchie, purè di patate, carote glassate, spinaci alla crema, bieta al burro o patate saltate.

Vino e cotechino: scelta un po’ ardua, in particolare nel caso di un cenone importante come quello dell’ultimo dell’anno. Preferibilmente un rosso di buona struttura, che offra freschezza e senso di pulito in bocca – proprio perché abbinato ad un salume cotto. Bene il Lambrusco di Sorbara o una Bonarda Oltrepò Pavese.

E NATURALMENTE BUON APPETITO – E BUON ANNO – A TUTTI!


Stefano Buso

Pubblicato in: il ciBVSO della domenica

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8 Responses to “Considerazioni al dente di Stefano Buso”

  1. babs says:

    ciao stefano!
    ma vuoi dire che sono l’unica a consimare sia le lenticchie che il cotechino anche durante gli altri mesi dell’anno?
    spero proprio di no! Perchè col cotechini ci faccio un risotto spettacolare e con le lenticchia veramente di tutto, in assoluto una zuppa di lenticchie al curry è la mia prediletta.
    cmq….. speriamo davvero che ogni lenticchia porti in tasca qualche euro!
    ciao e buon anno!

  2. nerina says:

    No cara Babs si sono anche io! Soprattutto le lenticchie, le mi preferite sono quelle di Onano e le compro da Marco Camilli proprio a Onano vicino Viterbo.
    Sapessi che buone.
    In più chi le cucina a casa nostra è il mio compagno Alessandro un vero esperto.
    Le ha preparate anche iera sera con il farro e i pizzoccheri della Valtellina, ricette sue abbastanza naif ma buonissime. Altro che tradizione.
    Buon Anno a te e a Stefano Buso
    Nerina

  3. emanuele says:

    Zuppa di lenticchie al curry? interessante…

  4. caravaggio says:

    bell’articoloemi piacciono le precisazioni x non tutti credisanno come gestire un cotechinoo musetto eccccc buon anno nuovo Stefanoe auguri in ritardo di buon onomastico

  5. Stefano Buso says:

    Comunque piatti cabalistici (o immagine) ce ne sono, eccome! Ecco che vien da chiedersi: si pappano perché così fan tutti o piacere immacolato?
    Da seguire i consigli di Babs, quindi le lenticchie speziate…
    Quoto il consiglio dei Nerina confermando la bontà delle lenticchie di Onano!

  6. lenny says:

    Dopo il tour de force natalizio, ci prepariamo a quello di fine anno, dove la gola è protagonista assoluta e le pratiche “propiziatrici” (vedi lenticchie e cotechino) meri alibi: riti scaramantici della serie “non ci credo, però ….”
    Buon anno!!!!

  7. Fiordilatte says:

    Per la bonarda e lenticchie io ci sono! Il cotechino proprio no…non riesco a mangiarlo e solo l’odore mi fa svenire ^^
    E come Babs anche io vado matta per la crema di lenticchie e curry tutto l’anno… assolutamente da provare se non l’hai ancora fatto! Nel mio caso quindi è ghiottoneria e dura tutto l’inverno.

    Ma poi, perché proprio le lenticchie come portafortuna e non ad esempio i fagioli? :P
    Sul sito umbriadoc.com si trova una spiegazione interessate: a fine anno (in un “quando” imprecisato) si era soliti regalare un sacchetto detto “scarcella”, che in genere contenva le monete, pieno di lenticchie augurandosi che ciascun chicco diventasse moneta. E perché si son scelte le lenticchie?? perché essendo piatte occupano meno spazio degli altri legumi e a parità di sacchetto vi è un numero maggiore di lenticchie…insomma nel caso la magia si fosse avverata (bisogna essere previdenti no?) era necessario ottimizzare lo spazio ahahah

    Buon Anno Stefano!
    Procuriamoci quintali di lenticchie…non si sa mai!

  8. Stefano Buso says:

    - Credo di aver bisogno di camionate di lenticchie:P
    Molto interessante la tua spiegazione Fiordilatte

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