Archivio per October, 2009

Riso mantecato al Lapsang Souchong e mela

16 October 2009 - Commenti (4) »
Un po’ di tempo fa mi hanno regalato del tè dal nome complesso – Lapsang Souchong – della COMPAGNIE du SAMOVAR, la marca che utilizzo di solito e che consiglio caldamente.
Si tratta di un tè nero affumicato.
Infatti aprendo la scatola sono stato quasi immediatamente travolto da un intenso profumo di affumicato che mi ha suscitato una forte curiosità. Ho provato subito a prepararne una tazza. Mmmh… molto profumato… ma un po’ strano… insomma, bevuto da solo non mi fa propriamente impazzire; però accompagnato alla giusta pietanza deve essere ottimo, ho pensato.
Alla fine, invece di abbinarlo ad una pietanza, ho deciso di usarlo direttamente nella preparazione della stessa: e ho provato un pollo arrosto cotto nel tè. Interessante.
Però quello che volevo creare era un primo piatto. Anzi, un risotto.
Subito mi sono venuti in mente certi risotti di Davide Oldani: un riso mantecato, un giro di salsa (vaniglia, cacao, zafferano, caffè…), un altro ingrediente abbinato (frutta, verdura…).
Quindi, un po’ sulla linea del mio chef preferito, ho dato indegnamente vita al mio Riso Carnaroli mantecato, tè nero affumicato, mela stufata in cubi. Il risultato non è male, sicuramente è da migliorare la restrizione di tè; dovrei farla un po più densa perchè la sua (quella doi Oldani, intendo) resta sopra al riso e non “cola” finchè non ci si sforchetta dentro.
Ah, evito di elencare la sequela di parolacce proferite quando, preparato il piatto, volevo scattare la foto con la macchina e mi sono accorto che le batterie erano esaurite e non avevo modo di ricaricarle… E ho dovuto usare il telefonino…
Appena l’avrò perfezionata, pubblicherò qui la ricetta.
risoteato
Christian
christian@cibvs.com
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CIBVS a Moggio

15 October 2009 - Commenti »

Ormai io e i miei amici aspettiamo tutto l’anno la festa di Moggio – e quest’anno ci portiamo dietro una persona in più, perché Laura è in dolce attesa…

Moggio è una meta perfetta per una gita fuori porta domenicale, il paese è grazioso e non lontano da Milano; per di più, oggi il tempo è bello – ma soprattutto si possono degustare ottimi piatti con abbinati ottimi vini, e a soli € 2,50 l’uno: non male, vero?

paesaggio
Moggio

Appena arrivati in piazza ci muniamo di pettorina, programma e calice – e subito, come ogni volta, ritrovo Redento, l’organizzatore, che ci consiglia di partire proprio dal primo ristorante, perchè “i tortellini al ragù sono ottimi…”.

Christian e Redento
Christian e Redento

Partiamo quindi dal bar ristorante Paul’s: c’è un po’ di coda, come in quasi tutte le stazioni di degustazione, ma basta armarsi di un po’ di pazienza, e si viene ripagati: i miei cappelletti al ragù sono fantastici (sembrano quelli di mamma), ed è buono anche il lambrusco da marzemino abbinato. Anche l’erbazzone, che assaggio ogni anno, è fatto molto bene, e si sposa a meraviglia con la malvasia dei colli di Canossa. Mi accorgo in ritardo che dalla cucina stanno uscendo dei tortelloni giganti agli spinaci con burro fuso e salvia… finiscono in tempo zero. In compenso, intravedo la cucina (mi ero intrufolato nelle retrovie per scattare qualche foto, senza successo): la signorona che vi lavora mi ispira fiducia. La pasta è fatta in casa ed è effettivamente buona – è un posto da tenere in considerazione per una futura visita, secondo me.

Proseguiamo e ritorniamo nella piazza principale perché al ristorante Invernizzi c’è la trippa in brodo e io me ne sparo un bel piatto, con spolverata di pepe e formaggio. Ha un sapore equilibrato, non eccessivamente carico. Si sente la consistenza ed il gusto della trippa, si sentono i sapori delle verdure. Per me è un pieno!

Slurp...
Slurp…

Ah come sono felice, sorseggiando il mio lambrusco mantovano doc Loghino Dante - mentre gli altri, che odiano la trippa, degustano i loro formaggi con confetture.

Dopo una breve pausa di riflessioni filosofiche sulla trippa – “Ah, vedi… è più scura rispetto a quella che facciamo noi… ah… ci sono i pezzettini di verdure… ah… ma che verdure sono?” – ci dirigiamo verso il panificio Invernizzi perché non posso assolutamente rinunciare ai pezzi del loro pane con pasta di salame, lardo e caprino spalmati, alla focaccia con la salsiccia e la crescenza… sono un MUST-EAT! Sì può dire??

Il vino scelto è un rosso di Valtellina doc della az. Agricola Alberto Marsetti.

Durante il percorso ho visto diverse torte molto invitanti. Devo dire che mi sento quasi sazio e salterei a piè pari tutto il resto per deliziarmi il palato con un dessert. Ma non prima di aver assaggiato la salsiccia alla brace con la polenta col suo bel bicchiere di Nero d’Avola D’Istinto.

Laura invece ha una gran voglia di polenta taragna con i formaggi locali fusi – a dire il vero, ha voglia di due piatti… Beh – vuol dire che piace anche al bimbo nel pancione. Niente vino per lei, ma per dovere di cronaca devo segnalare che abbinato al suo piatto c’era della Garganega veneta – Le Franghe.

polenta-salamella-formaggio
Polenta, formaggio, salsiccia…

Proseguendo troviamo L’Ile Market che è il più gettonato, come sempre. Le postazioni gastronomiche sono all’interno di una deliziosa corte tipica. Qui fanno sul serio: polenta taragna, pizzoccheri fumanti, cazzoeula, risotto ai funghi, cestino di polenta con i porcini, torta Artavaggio, ciabaldini e dolci tipici e krapfen alla crema… tutto questo mi passa davanti agli occhi e ne sento il profumo inebriante. Ma c’è troppa coda ed alcuni di noi iniziano ad essere insofferenti.

Ormai siamo nel mood dolce. E allora vada per il dolce. A raffica: torta mele ed uvetta che il nostro amico Doc ha preso in un chioschetto non segnalato nel programma, poi alla gelateria Combi un gelato alla vaniglia con cioccolata calda e meringhe abbinato ad uno Zibibbo liquoroso di Pellegrino.

Da Dolci Delizie, del castagnaccio assieme ad un bicchiere di Sangue di Giuda dell’az. Dagradi; un cestino di marron glacè con panna e gianduia da leccarsi i baffi degustato con un Aleatico dell’az. Candido e infine una sfogliata ai frutti di bosco ultrapiatta con un ottimo moscato d’Asti docg.

sweet1

Ah, i dolci...

Fine. Il sole ci ha accompagnati praticamente a casa perché il cielo si stava rannuvolando proprio mentre noi raggiungevamo i nostri mezzi. Il bello di questa festa è che c’è parecchia gente, ma il posto è comunque vivibile. Redento oltre a essere un bravo sommelier è anche un grande organizzatore: non ho mai trovato intoppi a Sapori e profumi d’autunno, funziona tutto decisamente bene. Come ho detto all’inizio ci sono code, soprattutto nelle postazioni che offrono piatti che si cucinano poco in casa, come la polenta con il cervo in umido piuttosto che la cazzeoula (qui scrivono così), i mondeghili o la pasta e fagioli.

Una delle - tante - code...
Una delle – tante – code…

Però debbo dire che vale la pena aspettare perché le preparazioni sono ottime. Chiaro che la scelta è vasta e non proprio tutte sono da urlo, comunque la media è buona!

Ciao Moggio, ci vediamo nel 2010.

Christian

christian@cibvs.com

CIBVS ascolta

14 October 2009 - Commenti »

A çímma / La cima

Fabrizio de André, Ivano Fossati, Mauro Pagani

da Nuvole

Ti t’adesciàe ‘nsce l’èndegu du matin
ch’à luxe a l’à ‘n pè ‘n tera e l’àtru in mà

Ti sveglierai sull’indaco del mattino
quando la luce ha un piede in terra e l’ altro in mare

ti t’ammiàe a ou spègiu dà ruzà
ti mettiàe ou brùgu rèdennu’nte ‘n cantùn

ti guarderai allo specchio di un tegamino
metterai la scopa dritta in un angolo

che se d’à cappa a sgùggia ‘n cuxin-a stria
a xeùa de cuntà ‘e pàgge che ghe sùn
‘a cimma a l’è za pinn-a a l’è za cùxia

che se dalla cappa scivola in cucina la strega
a forza di contare le paglie che ci sono
la cima è già piena è già cucita

Cè serèn tèra scùa
carne tènia nu fàte nèigra
nu turnà dùa

Cielo sereno terra scura
carne tenera non diventare nera
non ritornare dura

Bell’oueggè strapunta de tùttu bun
prima de battezàlu ‘ntou prebuggiun

Bel guanciale materasso di ogni ben di Dio
prima di battezzarla nelle erbe aromatiche

cun dui aguggiuìn dritu ‘n pùnta de pè
da sùrvia ‘n zù fitu ti ‘a punziggè
àia de lùn-a vègia de ciaèu de nègia

con due grossi aghi dritti in punta di piedi
da sopra a sotto svelto la pungerai
aria di luna vecchia di chiarore di nebbia

ch’ou cègu ou pèrde ‘a tèsta l’àse ou sentè
oudù de mà misciòu de pèrsa lègia
cos’àtru fa cos’àtru dàghe a ou cè

che il chierico perde la testa e l’asino il sentiero
odore di mare mescolato a maggiorana leggera
cos’altro fare cos’altro dare al cielo

Cè serèn tèra scùa
carne tènia nu fàte nèigra

Cielo sereno terra scura
carne tenera non diventare nera

nu turnà dùa
e ‘nt’ou nùme de Maria

non ritornare dura
e nel nome di Maria

tùtti diài da sta pùgnatta
anène via

tutti i diavoli da questa pentola
andate via

Poi vegnan a pigiàtela i càmè
te lascian tùttu ou fùmmu d’ou toèu mestè

Poi vengono a prendertela i camerieri
ti lasciano tutto il fumo del tuo mestiere

tucca a ou fantin à prima coutelà
mangè mangè nu sèi chi ve mangià

tocca allo scapolo la prima coltellata
mangiate mangiate non sapete chi vi mangerà

Cè serèn tèra scùa
carne tènia nu fàte nèigra
nu turnà dùa
e ‘nt’ou nùme de Maria
tùtti diài da sta pùgnatta
anène via.

Cielo sereno terra scura
carne tenera non diventare nera
non ritornare dura
e nel nome di Maria
tutti i diavoli da questa pentola
andate via

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CIBVS per la mente

12 October 2009 - Commenti »

I baci non durano; saper cucinare sì.

George Meredith

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Sarde al forno alla pugliese

12 October 2009 - Commento (1) »

Sarde o sardine o alici o alacce o altro pesce azzurro…

Quando uno si trova con delle alacce in freezer e niente in casa… beh… ho provato questa ricetta tradizionale, magari da lavorare un po’… ma buona-

Dunque: per 6 persone ci vogliono 1,2 kg di sarde (da pulire) -

Composto di:

200 gr pangrattato

4 cucchiai prezzemolo tritato

2 cucchiai origano fresco

1 cucchiaio di verde di finocchio selvatico

1 cucchiaio di menta romana tritata

150 gr pecorino grattugiato

Mescolare tutti gli ingredienti, salare e pepare il composto

Cospargere di sale una tortiera, oliarla, disporre alternativamente uno strato di pesce e uno di composto; finire con il composto

Cospargere bene con olio extravergine d’oliva

Sbattere tre uova con sale e pepe e versarle uniformemente sulla superficie

In forno a 170° per 45′ se avete fatto tre strati, 35′ se gli strati sono due; lasciar riposare fuori dal forno per 5′ e servire.

io ho usato le alacce di cui sopra (e non avevo finocchio selvatico), e ho usato un misto di erbe liguri tritate…

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Tzaziki di pomodoro

11 October 2009 - Commenti »

Vediamo… è possibile realizzare uno tzaziki (http://blog.cibvs.com/2009/10/09/lo-tzatziki-di-mykonos/) di pomodoro, per bruschette, o per condire verdure, o per una pasta fredda. Basta sostituire dei pomodorini al cetriolo, e al posto dell’aneto usare la menta…

Quindi (sempre con dosi a piacere):

tagliare i pomodorini a cubettini e lasciarli asciugare

schiacciare gli spicchi d’aglio finché non diventano cremosi

mescolare bene pomodorini, aglio, 250 gr di yogurt greco intero, sale, menta tritata (fresca, naturalmente…).

condire con un cucchiaio di aceto rosso e 2 o 3 cucchiai di olio

Anche questa ricetta viene suggerita dallo chef di Mykonos.

CIBVS per la mente

10 October 2009 - Commenti »

Mamma a Natale faceva il tacchino. Un’imitazione di merda.

Mario Zucca

Lo tzatziki di Mykonos

9 October 2009 - Commenti »

Lo tzatziki è una salsina di origine greco-turca-armena a base di yogurt, cetriolo, aneto (o menta). Vi riporto la ricetta di Mykonos, un (ottimo!) ristorante greco di Milano (Via Tofane 5, tel. 022610209), apparsa nei mesi scorsi sulle pagine milanesi di Repubblica. Le dosi sono approssimative: in realtà, i vari ingredienti possono essere assemblati in dosi diciamo a piacere, secondo i gusti.

Tagliare un cetriolo a cubettini e lasciarlo asciugare per 30 minuti.

Schiacciare da 2 a 6 spicchi d’aglio finché non diventano cremosi.

Mescolare bene il cetriolo, l’aglio, 250 gr di yogurt greco intero, sale, aneto tritato (fresco, naturalmente…).

Condire con un cucchiaio di aceto rosso e 2 o 3 cucchiai di olio.

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Frittelle di zucchine

8 October 2009 - Commenti »

Ricetta di Alessandra Negri di La Grancia, Settala MI tel. 0295375135…

Per la pastella 100 gr farina bianca, 50 gr grana grattugiato, 2 uova, latte sale, pepe: preparare una pastella e lasciar riposare.

Grattugiare 3 o 4 zucchine, salarle e metterle in uno scolapasta per far eliminare l’acqua di vegetazione per circa un’ora.

Strizzarle e unirle alla pastella, mescolando bene.

Friggere l’impasto in olio caldo a piccole cucchiaiate.

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Corsi di cucina

7 October 2009 - Commenti »

Segnalo – dal “Corriere della Sera” di oggi, nelle pagine milanesi – la scuola di cucina organizzata al Ristorante Teatro del Four Seasons di via Gesù da Sergio Mei, con gli chef Sebastiano Spriveri, Silvano Prada e Graziano Bistoletti, ogni sabato dalle 8.45, con il caffè, fino alle 14: definizione del menu, preparazione, pranzo. Per gruppi di 4-8 persone, costo 90€ (prenotazioni al 0277081435), diploma finale di partecipazione.

Il bell’articolo  di Michela Proietti descrive bene l’ambiente delle lezioni, gli allievi e tutto quanto – vale la pena di pensarci, i 90 euro sembrerebbero proprio ben spesi…

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