A tavola con… LEONARDO SCIASCIA

25 September 2009 - Commenti »

Da Occhio di capra (Einaudi 1984)

Nel braciere ardeva la carbonella di scorze di mandorle che residuava dal forno (per chi poteva permettersela: ché i poveri avevano, dagli sgroppi delle fave, più effimera brace). Vi si cuocevano le uova, la salsiccia, il formaggio, le sarde salate: che prendevano sapore impareggiabile. A farne profumo, vi si facevano bruciare le bucce delle arance.

Pubblicato in: RICETTE, alimentazione, letteratura

Condividi:
Share

Commenta

Il tuo indirizzo e-mail non verrà pubblicato. I campi segnalati con (*) sono obbligatori